Appunti del corso di
ECONOMIA URBANA E TERRITORIALE

INTRODUZIONE

Andrea Rossi
Pierattilio Tronconi

LA CITTA' E LA SUA RAPPRESENTAZIONE

La città non può essere considerata come un accampamento di roulotte in attesa di accedere allo spazio urbano disponibile o come un teatro, palcoscenico di vicende casuali e passeggere, come messa in scena della storia

La città è un sistema complesso organizzato e finalizzato, un luogo di produzione del reddito, spazio in cui si localizzano le attività e si controlla la divisione sociale del lavoro e la distribuzione del reddito. Lo spazio fisico è anche spazio economico.

Il territorio è il luogo in cui operano forze che si chiamano: capitalismo, infrastrutture, rendita, reddito.

Nell’analisi occorre distinguere tra città e non città, tra città e campagna.

“La città trova il suo principio di individuazione non tanto in una caratteristica specifica che ne farebbe un fenomeno tra i tanti nella infinita varietà del reale, quanto in una opposizione, in un rapporto dialettico con uno spazio complementare: città e campagna, città e non città. Due poli di una relazione che può a buon diritto essere considerata strutturante, in senso sia statico che dinamico, della società umana.”[1]

La campagna è il luogo imputato allo sviluppo delle forze produttive nell’agricoltura.

Il surplus agricolo può essere trasferito dalla campagna alla città sulla base dei seguenti meccanismi alternativi :

-         attraverso un atto di forza e d’imperio (es. fissazione di imposte sul prodotto agricolo)

-         attraverso la fissazione coercitiva dei prezzi fra prodotti della città e prodotti della campagna

-         attraverso il mercato che fissa i prezzi sulla base di un modello di competizione.

Entro la divisione sociale del lavoro, la città non può essere letta solo come il dispositivo topografico e sociale che consente la migliore efficacia all’incontro ed allo scambio fra gli uomini, ma anche come il luogo a partire dal quale si stabilisce un controllo territoriale.

In chiave prettamente economica, la città si pone

-         come spazio di localizzazione di specifiche attività

-         come spazio di controllo sulla divisione del lavoro sociale

-         come spazio del controllo della distribuzione del reddito

La città, luogo della divisione del lavoro è divenuta anche il luogo della ineguaglianza e del conflitto.

Esiste una equivalenza tra divisione sociale del lavoro e contraddizione città/campagna.

L’economia urbana vuole essere una scienza sociale che non disponendo di un proprio apparato interpretativo, si avvale della elaborazione di altre discipline, quali: la microeconomia, l’economia, la fisica, la cibernetica, al fine di descrivere la struttura e le dinamiche evolutive urbane e del territorio.

La struttura urbana e territoriale, viene analizzata descrivendo i grandi principi di organizzazione dello spazio urbano.

I principi di organizzazione dello spazio presi in considerazione sono i seguenti

1 – principio di agglomerazione – la dimensione di scala e le sinergie quali elementi esplicativi dell’esistenza della città (perchè la città)

2 – principio di accessibilità – la organizzazione dello spazio connessa alla competizione tra attività  economiche e  attività residenziali (dove nella città)

3 – principio di interazione spaziale – il modo di funzionare delle parti in gioco e della domanda di mobilità e contatti (come nella città)

4 – principio di gerarchia – organizzazione dello spazio territoriale su un pluralità di centri di varia dimensione (quali e quante città)

5 – principio di competitività - organizzazione dello spazio determinato dalla specializzazione, del ruolo nella divisone spaziale del lavoro (perchè cresce la città)

L’analisi non potrà altresì trascurare il problema della rendita urbana esaminando le teorie  che sono state formulate.

NOTE


[1] Roberto Camagni, Principi di economia urbana e territoriale, Carocci editore – pag.24.